Gay & Bisex
Un lungo viaggio in nave
20.12.2025 |
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"Il primo maschio mi alzò le gambe e ficcò il suo cazzo dentro scopandomi mentre era sopra di me, succhiandomi le tette e mordendomi i capezzoli, come se fossi una donna che stava facendo sua..."
Sono Fausto e oggi ho 55 anni e la mia vita è abbastanza consolidata, avendo accettato anni fa la mia omosessualità e vivendola in tutte le sue forme. Ho chiaro il mio ruolo e so cosa voglio. Ma non è sempre stato così. Quello che sto per raccontare successe molti anni fa. Avevo circa 24 anni e non avevo ancora iniziato ad andare in palestra per cercare di rendere il mio corpo meno “rotondo”. Stranamente non avevo ancora peli sul corpo. Ed ero timido, anche se avevo capito che ero attratto dagli uomini e non dalle donne.Da qualche anno passavo una parte del mese di agosto in un’isola non vicinissima alla terraferma per cui il viaggio durava una notte intera. Si partiva alle 22 la sera e si arrivava la mattina intorno alle 8.
Avevo passato due bellissime settimane e si avvicinava il momento di ripartire. Come sempre andavo a prenotare la nave, e la cabina, il giorno prima di partire, così da lasciarmi la possibilità di decidere se rimanere anche più del previsto.
Andai al porto e stranamente allo sportello delle prenotazioni c’era una lunga fila. Chiesi come mai e mi dissero che il mare si stava ingrossando e c’era il pericolo che la nave non ripartisse per molti giorni; quindi, tutti stavano decidendo di andare via, soprattutto i trasportatori.
Arrivò il mio turno e mi fu detto che non c’erano più cabine singole quindi potevo scegliere o il posto ponte, o la poltrona oppure una cuccetta nelle cabine a 4 condivisa, quindi, con altre persone.
Esclusi il posto ponte, ma anche la poltrona e optai per la cuccetta nella cabina. Del resto, era una notte e sarebbe passata velocemente.
Il giorno lo passai al mare in relax. La vacanza, nonostante i molti maschi che vedevo, era passata e non avevo fatto nulla sempre per colpa della mia timidezza.
La sera raccolsi le mie cose e mi diressi al porto e mentre mi avvicinavo alla nave vidi una lunga fila di camion in attesa di salire. Una volta dentro chiesi della cabina con la mia cuccetta e mi fu dato il numero comunicandomi che oltre me ci sarebbero state altre due persone. Mi avviai e finalmente trovai la cabina. Entrando vidi che non c’era nessuno, ma che le due cuccette superiori erano già state prese, visto che c’erano delle borse sopra.
Presi posto in una delle due in basso e mi avviai verso il ponte per vedere la partenza, chiedendomi chi sarebbero stati gli altri due. Magari due camionisti di quelli massicci, rudi che avevo visto in giro.
La nave salpò in orario, stranamente, e dopo una veloce cena mi procurai dell’acqua e tornai in cabina. Entrando capii che uno dei due doveva già essersi coricato visto che le tendine erano chiuse, mentre l’altro no. Velocemente andai in bagno e mi distesi in basso tenendo solo i pantaloncini visto il caldo, leggendo un po' per farmi venire sonno. Mi si chiusero gli occhi e non mi accorsi che anche la terza persona era entrata e si stava preparando per mettersi nella cuccetta. Dalla fessura delle tendine spiai per capire chi era o meglio come era. Rimasi a bocca aperta. Aveva l’aspetto del camionista, come avevo immaginato, ed era non eccessivamente alto ma con delle spalle larghe e due braccia, che si vedevano scoppiare nelle maniche della camicia, grosse e muscolose. Era il maschio che sogno sempre, e da cui oggi mi faccio possedere senza problemi, ed era a pochi centimetri da me. Ma non mi sarei certo sognato di muovermi.
Mi girai dando le spalle alla tendina e mi riaddormentai.
Evidentemente il caldo mi aveva fatto muovere e con un piede avevo spostato una parte della tenda, quindi ero visibile. Mi svegliai e avevo la sensazione di essere osservato. Lentamente aprii un occhio e vidi che l’uomo del piano di sopra era in piedi davanti a me, nudo che si accarezzava l’uccello guardandomi. Mi pietrificai e cercai di non muovermi. Ma la situazione mi eccitava anche se mi sentivo diventare rosso.
Forse si accorse che ero sveglio e immaginò che non avendo fatto nulla avere un maschio che mi guardava e si masturbava non mi dispiaceva. Quindi continuò e allungò una mano sino a toccarmi il culo iniziando a carezzarlo e a stringerlo. Non sapevo che fare ma non reagivo. Lui continuò e dal culo passò alle gambe e poi visto che la mia passività equivaleva a un assenso le sue mani erano dappertutto, sino ad arrivare al mio petto iniziando a stringermi il petto. Avevo a quei tempi i pettorali poco sodi ma abbondanti, quindi come se avessi delle mammelle che lui stringeva. Mi spaventai e cercai di divincolarmi. Ma non era della stessa idea e quindi saltò sopra di me stringendomi e mettendomi una mano davanti la bocca. Si strusciava sopra di me, facendomi sentire bene il suo cazzo duro che premeva nello spacco del culo nonostante le mutande. Iniziò a leccarmi il collo e le orecchie, sempre tappandomi la bocca e impedendomi, con il suo peso, di scappare. In realtà non ne avevo intenzione, ma facevo finta visto che capivo che lo faceva sentire potente. Con una mano mi tirò via le mutande così che il contatto era sempre più forte e visto che aveva capito non avrei urlato, anche per non disturbare l’altro uomo, scese con la sua faccia sul mio culo e iniziò a leccare e a scoparmi con la lingua che aveva molto lunga, dura e rasposa. Era un piacere e capivo che produceva moltissima saliva, ammorbidendo il buco. Iniziavo a godere e capendo sempre più che era il maschio che mi piaceva, ancora di più se era forte e dominante. Inevitabilmente producevo dei suoni e temevo di svegliare l’altro, senza essermi accorto che invece era già sveglio da un po' e si era avvicinato anche lui con il cazzo in mano che era già ben duro e grosso. Ci guardava e vidi che si sorridevano e si dicevano delle cose in un dialetto che non capivo e immaginai, quindi, che si conoscessero.
Il primo maschio continuava a giocare con il mio buco, alternando lingua e dita, allargando bene il buco che non aveva sinora conosciuto molti cazzi e soprattutto quei pochi sempre piccoli. Il secondo maschio si avvicinò al mio viso, allungò prima la mano vicino la bocca e me la aprì sputandoci dentro abbondantemente. La cosa mi lasciò stupito non capendo perché lo avesse fatto. Era un segno di dominanza e serviva anche, capii dopo, per ficcare il cazzo in una bocca già umida. Lo fece di colpo, lasciandomi senza respiro e premette forte quasi a bloccarmi il respiro. Avevo un maschio che mi scopava con la lingua il culo e un altro che mi scopava con un cazzo grosso la gola. E le loro mani che mi stringevano le mammelle e mi davano manate sul culo.
Decisi di lasciarmi andare del tutto e lasciare fare loro quello che volevano. Sapevano il fatto loro e io ero alle prime esperienze. Il cazzo che avevo in bocca iniziò a muoversi e a scopare come se avesse un culo davanti. Mi toglieva il respiro ogni volta che entrava a fondo e poi usciva. Diventava sempre più duro e teso. Dopo un po' lo tirò fuori e lo vidi gocciolante della mia saliva e del suo precum e contemporaneamente l’altro smise di leccarmi il culo. Fu un attimo e il cazzo che avevo in bocca lo sentii premere contro il mio buco insalivato nel tentativo di entrare. Non ero abituato a certi calibri e quindi facevo resistenza, nonostante il lavoro di lingua che era stato fatto. Cercai anche di sottrarmi, ma non avevo possibilità. I due maschi erano ognuno il doppio di me quindi ero in trappola. Decisi allora di provare a rilassare il buco e di lasciarlo entrare. Fu un dolore fortissimo sentirlo superare l’anello e farsi strada. Lo fece di seguito senza darmi il tempo di abituarmi. Arrivò alla fine e mi addentò la spalla come a chiarire chi fosse la preda e chi il predatore. Mentre cercavo di riprendere fiato la mia bocca fu nuovamente occupata dal cazzo del primo maschio che mi afferrò la testa dalle orecchie e iniziò a ficcarmelo dentro cercando di farlo entrare tutto. La cosa non era umanamente possibile vista la circonferenza, ma lui ci provava. Per farmi aprire ancora di più la bocca iniziò a stringermi i capezzoli e a girarli e in effetti le mie urla, soffocate dal cazzone, ebbero l’effetto di far aprire ancora di più la bocca.
Ero in una cabina in mezzo al mare con due uomini sconosciuti che mi stavano scopando. Se me lo avessero detto prima di salire sulla nave avrei riso dicendo che era impossibile. E invece…
Il cazzo che avevo piantato in culo aveva preso un ritmo sempre più veloce e deciso, e sembrava intenzionato ad aprirmi in due. Lo sentivo che scorreva nel canale, con la cappella che sfregava e avevo la sensazione che diventasse sempre più grossa e dura. L’altro cazzo toccava la mia gola, nonostante ce ne fosse ancora fuori dalla bocca per quanto era lungo. Ogni tanto aprivo gli occhi per cercare di vederli meglio, visto che se di uno avevo visto all’inizio qualcosa, dell’altro non sapevo nulla. Sentivo, dal contatto dei loro corpi, che uno dei due era abbastanza peloso, mentre l’altro sembrava liscio. Quello che mi aveva leccato il buco aveva i baffi che mi avevano fatto eccitare moltissimo e tutti e due avevano delle mani grandi come tenaglie che mi afferravano le tette stringendole forte.
Mi lascia andare, era la cosa migliore da fare, pensando a godere anche io della situazione per quanto potevo.
Si alternarono più volte, e il cazzo che sino a un minuto prima mi sfondava il culo subito dopo mi sfondava la gola facendomi sentire un misto di sapori e odori. Capivo che il mio culo era molto aperto dato che ad un certo punto sentii che insieme al cazzo c’erano delle dita che entravano e uscivano.
Mi girarono facendomi mettere spalle sul letto così che potevo vederli mentre mi scopavano. Il primo maschio mi alzò le gambe e ficcò il suo cazzo dentro scopandomi mentre era sopra di me, succhiandomi le tette e mordendomi i capezzoli, come se fossi una donna che stava facendo sua. L’altro si lisciava il cazzo per prepararsi a scoparmi anche lui in quella posizione. L’aria era molto calda e odorava di sesso e di maschi. Il loro sudore mi colava di sopra e mi faceva sentire ancora più una cosa loro.
Ma successe una cosa nuova e inaspettata per me. Iniziai a godere, ogni volta che il cazzone mi entrava in fondo dei brividi di piacere si impossessavano di me, facendomi vibrare e godere. Il mio cazzetto anche se non duro colava liquidi che mi mischiavano al sudore del maschio che era dentro di me in quel momento.
Continuavano a ficcarmi senza sosta. Erano instancabili. Pensai che probabilmente fossimo già in vista della costa ma loro continuavano e non avevano ancora sborrato.
Ma arrivò il momento atteso, vederli godere e sborrare. Mi trascinarono per un braccio nel piccolo bagno, sbattendomi a terra nell’angolo della doccia e iniziarono a masturbarsi sino a quando esplosero insieme in due sborrate assurde.
Non avevo come ho detto molta esperienza, ma mi sembrò che ne facessero una quantità spropositata per un maschio. E devo dirvi che anche con tutta l’esperienza di questi anni in effetti era moltissima.
Mi riempirono la faccia, in bocca, sui capelli, su corpo non vedevo nulla. Mi accorsi solo che ad un certo punto era cambiata la consistenza ed era diventata come un liquido caldo. Avevano completato con una scrosciante pisciata su di me. Cercai di vederli in viso, e vidi che erano decisamente soddisfatti.
Si sciacquarono il cazzo e la faccia nel lavandino e velocemente si vestirono e andarono via.
Io mi sarei addormentato lì per la stanchezza che avevo. Ma sapevo che dovevo sbrigarmi che eravamo arrivati.
Così alla meno peggio mi pulii e anche io lasciai la cabina.
Scendendo cercai di vedere se li riconoscevo sui vari camion, ma non mi sembrò di riconoscere quei due maschi.
Era stata una notte di fuoco e sapevo che non li avrei mai più rivisti.
Ma ero felice, avevo svoltato e avevo avuto la conferma che mi piacevano i maschi e che il mio ruolo era quello di sottomesso e di far godere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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